Viticoltura sostenibile: quando il vino rispetta l’ambiente e tutela la salute

Il settore vitivinicoloha subito delle notevoli trasformazioni negli ultimi decenni, in relazione a un nuovo modo di concepire il prodotto e la sua catena produttiva.

Di fronte a un mercato sempre più competitivo e una crescente domanda da parte del consumatore, la sfida da parte del mondo del vino è quella di mantenere invariate qualità e genuinità di ogni bottiglia, senza sfruttare le risorse in modo intensivo.

La viticoltura sostenibile consiste in una serie di processi messi in atto per assicurare la distribuzione del prodotto e la sopravvivenza economica dell’azienda vitivinicola, ma sempre nel rispetto del territorio in cui quest’ultima opera.

Tra tradizione e innovazione: cos’è la viticoltura sostenibile

A pensarci bene, il vino non è mai stato un prodotto esclusivamente tradizionale. Nasce certamente da processi antichissimi e strettamente legati alle caratteristiche naturali e culturali di un determinato territorio, e fa parte di una serie di usanze enogastronomiche molto radicate nelle comunità di riferimento.

È anche vero però che il settore vitivinicolo ha sempre goduto di piccole e grandi scoperte, nonché di innovazioni che hanno rivoluzionato di volta in volta il modo di “fare vino”. Metodi di coltivazione,      fermentazione e imbottigliamento devono molto allo sviluppo tecnologico e scientifico, che hanno facilitato e aumentato la produzione in vista di un mercato sempre più ampio.

Le pressioni economiche non devono tuttavia mettere a repentaglio il territorio da cui il vino proviene, né “sporcare” la filosofia che lo caratterizza, motivo per cui negli ultimi anni si è reso necessario riflettere su come sia possibile adottare metodi di viticoltura sostenibile, pur garantendo la produttività delle colture e l’adeguata distribuzione del prodotto. Questi metodi intrecciano con forza il concetto di “agrosistema” (un sistema naturale controllato dall’uomo e finalizzato alla produzione agricola o zootecnica) a quello di “ecosistema” (l’insieme di ambiente e organismi biologici che lo compongono), soddisfando al tempo stesso le necessità del produttore, del consumatore e dell’ambiente, durante tutto il ciclo produttivo.

La sostenibilità in viticoltura ha lo scopo di evitare il sovrasfruttamento delle risorse di un determinato territorio, ma mira anche a mantenere il più possibile locale e non industriale la produzione di vino, tutelandone l’autenticità. Si tratta di obiettivi a lungo termine che il settore del vino ha sempre più a cuore e che tenta di raggiungere con investimenti importanti.

I requisiti per una viticoltura sostenibile tra i filari e in cantina

Esercitare una produzione a impatto zero è difficile, tanto per il settore del vino quanto per qualunque altro sistema produttivo. Inquinamento, riscaldamento globale e sfruttamento delle risorse sono però problemi urgenti che possono essere affrontati limitando i metodi di coltivazione intensivi, a favore di pratiche più sostenibili. Per questo motivo sono sempre di più le aziende vinicole che hanno deciso di adottare metodi di viticoltura sostenibile, nonché molti i consumatori che amano acquistare prodotti biologici.

Voler bene all’ambiente non è sufficiente: è fondamentale avere una conoscenza approfondita dell’agronomia per formulare strategie a lungo termine capaci di garantire la produttività delle vigne ed esaltare le caratteristiche del terroir. In che modo? Attraverso una corretta gestione del suolo, la scelta di vitigni più adatti al clima, l’uso di fertilizzanti naturali per la gestione di parassiti e malattie, il rispetto per la biodiversità e pratiche agronomiche adeguate.

1.                Rispettare le risorse ambientali

La produzione di vino richiede un dispendio enorme di risorse: combustibili fossili per l’alimentazione dei macchinari, energia elettrica per garantire la continuità delle operazioni agricole, acqua dal suolo e piovana che la pianta riesce a reperire autonomamente (acque verdi) e quella per l’irrigazione, il lavaggio di strumenti e macchinari e il riciclo delle bottiglie (acque blu), nonché per la diluizione dei prodotti di sintesi (acque grigie).

Per esercitare una viticoltura sostenibile è importante fare un uso più consapevole di queste risorse, riducendo il dispendio di energia, adottando macchinari più efficienti e a basso consumo e optando per fonti energetiche rinnovabili, come pannelli fotovoltaici e pale eoliche, oppure utilizzando i prodotti di scarto delle potature per produrre biomassa. È inoltre fondamentale modulare la quantità d’acqua utilizzata, impiegando metodi di coltivazione che prevedano irrigazioni meno corpose e adottando sistemi per la depurazione e il riutilizzo delle acque.

2.                Ridurre l’uso di prodotti chimici

Da tempo l’agricoltura intensiva utilizza pesticidi e fertilizzanti chimici di sintesi, allo scopo di difendere le colture dall’attacco di parassiti e malattie dannosi per il raccolto. Questi prodotti hanno un impatto deleterio sulle falde acquifere e il suolo, non solo a livello di inquinamento, ma di indebolimento del terreno, che in seguito dimostrerà una minor resa. La soluzione contro questa dinamica nociva è ridurre i prodotti di sintesi, utilizzando alternative più sostenibili, come per esempio repellenti a composizione naturale, feromoni per ridurre il popolamento da parte di insetti dannosi e organismi viventi per tenere a bada i parassiti.

3.                Incoraggiare la biodiversità

La sostenibilità di un vino si può ottenere anche coltivando le vigne secondo i principi della biodiversità. In concreto questa pratica consiste nel creare vigneti equilibrati e variegati dal punto di vista dell’ecosistema, alternando specie diverse di piante (alberi, cespugli, fiori, ecc.), dando così vita a un habitat naturale per le specie utili, capaci di mantenere sotto controllo la proliferazione degli organismi dannosi per i vigneti.

4.                Rispettare i diritti dei lavoratori

Tutelare la salute e i diritti dei lavoratori significa garantire condizioni di lavoro sicure, eque, inclusive e rispettose, nonché creare il più possibile posti di lavoro tramite l’attività aziendale favorendo così le comunità locali. In quest’ultimo caso si può parlare anche di sostenibilità economica e sociale.

5.                Garantire una distribuzione sostenibile del prodotto

La viticoltura sostenibile non termina con la coltivazione, ma prosegue dentro e fuori dalla cantina. Il vetro impiegato per l’imbottigliamento è un materiale riciclabile, ma non sempre il suo riciclo avviene correttamente. È inoltre più pesante rispetto ad altri, motivo per cui ha un elevato impatto durante le fasi di trasporto, da cui ne consegue      un aumento di emissioni di CO2. Per poter affiancare vino e sostenibilità le aziende possono impegnarsi a ridurre la plastica nel packaging e nell’utilizzare materiali riciclati, riciclabili o certificati, anche per la realizzazione delle etichette. Le emissioni possono essere inoltre ridotte affidandosi a mezzi di trasporto più efficienti dal punto di vista energetico (alimentate con energie rinnovabili), o progettando bottiglie più leggere.

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